• Federico Naef

Habita e le sue case Prefabbricate


Le case prefabbricate in legno vengono da sempre considerate case basso consumo energetico grazie soprattutto alla buona coibentazione esterna. Ovviamente la posa di una struttura abitativa in grado di ottimizzare quest’ultimo aspetto e garantire quindi la suddetta efficienza energetica con diversi modi per risparmiare energia dipende dal formato e dal luogo in cui si decide di costruirla. Se per esempio si contatta un’azienda e si abita in una zona posta a circa 700 metri d’altitudine, con coefficiente sismico 4 e livello climatico F (intorno ai 3000 gradi giornalieri),

La struttura in oggetto legno sarà dunque una casa classe A di circa 120 Mq a piano terra e 80 distribuiti in un soppalco o mansarda, ed esposta a sud. Queste sono le fondamentali caratteristiche, che poi a lavoro ultimato, consentono di ottenere il suddetto basso consumo energetico.

Le case in legno necessitano inoltre di pochissima energia termica, in quanto l’isolamento riduce la necessità di utilizzare impianti per la climatizzazione nel periodo invernale ed estivo. Questo calcolo delle giuste fonti di calore deve essere tuttavia calcolato in base al fabbisogno giornaliero, senza commettere però l’errore di una ricerca affannosa dei modi per risparmiare energia ad ogni costo, che non è necessariamente la soluzione ideale; infatti, indipendentemente

dal tipo di impianto (singolo , integrato, a gas, o solare), va sempre calcolato il volume effettivo da riscaldare, e in base alla dispersione della copertura esterna della casa che dipende si può ottimizzare anche con accorgimenti su vetrate (opacizzate) e tetto (coibentazione). A questo punto sempre in riferimento a case basso consumo entra in scena la cosiddetta ventilazione meccanica controllata e a recupero di calore che sicuramente può rivelarsi molto funzionale per il ricircolo dell’aria calda prodotta ad esempio da un termocamino o da una stufa ad aria. Tuttavia, la funzione principale della ventilazione meccanica no è questa ; infatti, è necessario inserire una bocchetta per l’estrazione il più vicino possibile alla fonte del calore. In questo caso, l’aria più fresca proveniente dall’esterno della casa verrà riscaldata al contatto con quella interna, grazie ad un brevettato scambiatore di alta affidabilità. Se tuttavia il calore generato da una fonte di calore sia eccessivo, come spesso accade con una stufa a legno o a gas, allora conviene limitarne il loro uso continuo (quindi accenderlo a fasce orarie), oppure

utilizzando una stufa a pellets dotata di un sistema moderno di programmazione, e quindi di erogazione controllata di calore. In tutte le strutture in legno specie se la zona in cui si trovano é piuttosto fredda , allora conviene sempre abbinare un impianto di riscaldamento tradizionale, oppure uno di tipo radiante a pavimento, a meno che in fase di progettazione, non si decide di far dotare dai tecnici la struttura di un impianto autonomo basato sui pannelli solari, che decisamente servono a cambiare totalmente la musica, visto che consentono autonomia al 100 %, un risparmio energetico di oltre il 40% annuo e soprattutto con la possibilità di rivendere l’energia in disavanzo, quindi di ricavarne anche un introito annuo niente male per ammortizzare in breve tempo i costi necessari per l’integrazione in una casa in legno di tipo standard. Una casa dotata di un impianto del genere quindi ad energia rinnovabile si rivela del tutto ecologica, con notevoli benefici sia da parte di chi ci abita che dell’ambiente circostante, specie se è una zona soggetta a vincoli paesaggistici e naturalistici. A margine di quanto sin qui descritto, diamo un breve accenno sul certificato energetico casa.

La verifica dei consumi energetici di case in legno un’abitazione sta diventando sempre di più una prassi ben consolidata e il tecnico certificatore è l’unico abilitato alla compilazione dell’Attestato (Ace) . Si tratta, infatti, di un documento in cui vengono dichiarati i consumi effettivi basandosi su dati rilevabili dagli impianti di climatizzazione e di produzione dell’ acqua calda e di tutti gli elettrodomestici presenti. I parametri elaborati riportano anche l’indice di prestazione energetica (Ipe), vale a dire l’energia totale consumata dall’edificio climatizzato per metro quadro di superficie ogni anno. L’Ace, consente quindi di ottenere il certificato energetico casa in base ad una scala d’efficienza energetica che va dalla G alla casa classe A, ovvero la più efficiente. Le case prefabbricate tra i tanti vantaggi che offrono hanno dunque anche quest'importante parametro, che da solo serve a dimostrare l’effettiva affidabilità ed un perfetto connubio tra benessere fisico e mentale, economico ed ambientale.

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