• Federico Naef

CASE PREFABBRICATE IN LANA DI PECORA


I materiali per costruire una casa in accordo agli eco canoni della bioedilizia sono per lo più materiali naturali o che offrano soluzioni su come costruire case in legno cercando di involvere materiali e tecniche non dannose per l’uomo e l’ambiente. Alcuni materiali per costruire una casa bio provengono dalla grande tradizione dell’edilizia tradizionale, altri invece rispondo alla domanda come costruire case in legno con ritrovati moderni e a zero impatto ambientale.

Come costruire una casa prefabbricata? Come costruire una casa prefabbricata isolandola con materiali che non nocciano all’ambiente? Una risposta è dato dall’utilizzo della lana di pecora, uno dei più interessanti isolanti termoacustici, innovativo e tradizionale. Utilizzata per costruire una casa ecosostenibile al giorno d’oggi, agli albori dell’umanità era invece utilizzata per comporre capi di vestiario è un prodotto ecologico, non inquinante e con performance elevate. Costruire una casa bio con lana di pecora come isolante include un elevato carattere di eco-sostenibilità, diminuendo per via della presenza di fibre di poliestere assolutamente non ecosostenibili, adoperate solitamente per stabilizzare il feltro in lana pura. Il poliestere non è riciclabile e la sua produzione è altamente invasiva. La lana di pecora è un materiale interessante per le sue proprietà di incredibile isolamento termo-acustico il basso impatto ambientale che include. E’ un prodotto naturale, che si rinnova ogni anno in un ciclo continuo. In molti centri del Ticino è reperibile localmente e quindi largamente utilizzato in bioedilizia, abbattendo il costo ambientale dei trasporti e incidendo positivamente i costi costruzione casa. La lana è inoltre uno dei rifiuti speciali e consente di recuperare una risorsa che andrebbe altrimenti sprecata. La lana di pecora ha notevoli proprietà di fonoassorbenza, termoisolamento, igroscopicità e riduzione dell’inquinamento indoor, rendondola ottima per realizzare isolanti biocompositi. Il suo processo produttivo ha un basso livello di emnergia grigia grazie alla semplificazioni delle operazioni di produzione sia a carattere artigianale che industriale, come tosatura, lavaggio, cardatura e formatura.

Materia riciclabile, molto resistente, può essere soggetta a più di un ciclo di riutilizzo.

Unico dettaglio a sfavore: la lana di pecora non è del tutto autoportante, e deve spesso essere supportata da un altro materiale, formando così materiali biocompositi. Al giorno d’oggi la lana viene irrigidita all’interno di reti realizzate in fibra di poliestere, in percentuale modesta, del 25% del totale. Ciò comporta la perdita dei requisiti di riciclabilità e l’abbassamento dei livelli di energia grigia. L’unione delle fibre naturali ecosostenibili e di quelle sintetiche porta ad un conseguente depauperamento delle prestazioni. Il poliestere è infatti una sostanza sintetizzata in laboratorio che utilizza il petrolio.

Il processo produttivo è molto inquinante a causa anche della quantità ed entità di sostanze emesse nell’ambiente. L’ideale sarebbe realizzare dei biocompositi che sfruttino le capacità isolanti ed igroscopiche della lana e la resistenza meccanica di altri, ottimizzando anche i conseguenti costi costruzione casa. Numerosi studi intrapresi a Poznàn, Brno e Palermo hanno evidenziato come la sperimentazione della lana miscelata ad altri materiali bio possa incrementare le prestazioni a livello termoigrometrico. Proposte interessanti, infatti il fieno e la calce sono materie prime molto diffuse e il loro uso in bioedilizia favorisce la l’ottimizzazione dei tempi e costi di trasporto. L’architettura tradizionale in muratura portante è rinomata per la sua efficienza termini di sfasamento dell’onda termica: coniugare passato, presente e sperimentazione è il primo passo verso un futuro di prestazioni ottimizzate nei costi e in termini di impatto ambientale.

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