• Federico Naef

DOWNSIZING, ABITARE MINI, ABITARE ECOLOGICO


Bioedilizia marche: sempre più compagnie operanti nel settore soggetto agli eco canoni si sta specializzando nella fornitura di soluzioni abitative ottimizzate e compatte, sulla scia degli esempi d’oltreoceano che coniugano servizi efficienti, politiche green e alto design.

Tali proposte si basano sull’utilizzo di materiali bioedilizia e responsabilizzazione degli individui, in un ottica puramente antropocentrica ed eco-friendly.

Le costruzioni in bioedilizia non devono essere per forza grandi ville o abitazioni singoli immerse nel verde, anche un appartamento nel centro trafficato di Manhattan può essere una delle meravigliose costruzioni in bioedilizia. Le imprese bioedilizia sono infatti attive su tutti i fronti, e alcune stanno cogliendo ottimamente questi suggerimenti e anche in Svizzera ed in Ticino.

Ristrutturare casa in bioedilizia coinvolge quindi un intero panorama e patrimonio architettonico e edile, in ognuno dei quattro angoli del pianeta.

Scegliere di vivere in una casa-mini non significa obbligatoriamente dover rinunciare ai piccoli grandi comfort quotidiani ma coniugare uno stile di vita meno tendente all’accumulo compulsivo e inutile di oggetti alla mania concettuale delle abitazioni troppo ampie secondo il principio per cui grande è bello.

E quindi via al cosiddetto ‘downsizing’, il trend sempre più diffuso soprattutto tra i giovani, ma non solo, di concepire lo spazio abitativo attraverso geometrie minime alludenti al ridimensionamento delle misure quanto dei consumi, sprechi dei bisogni proprio della vita domestica di tutti i giorni.

Senza dubbio il dowsizing ha avuto inizio per cause più economiche che filosofiche, ed è un dato abbastanza ovvio, quel che davvero importa è che questa interessante tendenza inizia ad affacciarsi con decisione nella concettualizzazione degli spazi abitativi più sostenibili, in un’ottica green che sta conquistando sempre più settori. Un approccio visto in termini di mini-casa e micro-appartamento che possa coordinare nel miglior modo possibile funzionalità, comfort e selezione di modularità degli spazi, in un crescendo di innovazione, per certi versi futuristica.

Quindi tendenza ecologista, necessità per procura della crisi economica o semplice trend glamour destinato però ad cadere nel non-mi-ricordo-più-di-cosa-stai-parlando? Arduo a dirsi, ma sicuramente i primi esempi di downsizing che si stanno facendo largo negli States stanno riscuotendo molto successo.

Già, perché manca spazio o soldi per un grande appartamento, l’ingegno si aguzza e suggerisce soluzioni straordinarie e razionalmente efficienti, sopperendo a qualsiasi mancanza, senza rinunciare al full-optional o full-confort, ma tracciando ancora una volta i significati e le forme del buon abitare.

Due studenti rumeni hanno vinto il concorso di crowdsourcing ‘One size Fits all’ grazie al progetto di un piccolo e decadente appartamento in pieno centro New York, l’appartamento ‘LifeEdited’ è stato realizzato nel 2012 e non ha più nulla dello spazio angusto da cui è emerso, che era formato da quattro piccolissime stanze che non riuscivano a contenere nemmeno una misera doccia.

Catalin e Adrian lo hanno trasformato in una moderna mini-casa confortevole accogliendo, fornita strategicamente di una interessante serie di arredi modulari e accorgimenti architettonici, rendondola adattabile in ogni situazione. Pareti, letti, cassette e scrivanie si muovono dando vita a 6 diversi location funzionali alle varie fasi della giornata. Soggiorno, sala da pranzo, camera da letto, camera per gli ospiti e ufficio, e anche cucina, bagno e piccola sala meditazione, ben 10 ambienti in 1.

Prima di andare a dormire, basta abbassare con semplice gesto il letto salva-spazio, ottimo prodotto dalla ditta italiana Clei che scompare nella sua apposita parete in un istante. Uno dei cassetti del mobile di fronte può essere all’occorrenza una comoda postazione pc, in un armadio polifunzionale che conserva anche vestiti, scarpe, perfino una bicicletta.

E poi straordinaria la presenza di una parete mobile, che, aprendosi rivela un’altra zona notte, una perfetta soluzione di camera per gli ospiti. I mobili e gli elettrodomestici della cucina sono ovviamente ad incasso e il tavolino si trasforma in un lungo tavolo che può ospitare fino a 12 sedute.

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