• Federico Naef

COSTRUIRE IN LEGNO ED ECOLOGIA


Spesso la decisione di dare il via ai lavori di realizzazione di case prefabbricate in legno giunge dopo lunghe ricerche di informazioni, confronti con altri proprietari di abitazioni prefabbricate e, spesso, tanta passione. Frequentemente alla base c’è una vera e propria voglia di realizzazione della propria etica del buon vivere. Gli edifici in legno riescono infatti a garantire ai loro abitanti una vita salubre, in ambienti altamente igienici e sicuri, e che assicurano il rispetto dei più alti standard ecologici di rispetto ambientale.

In molti paesi europei costruire in legno è una pratica affermata da tempo sul mercato dell’edilizia sia in Ticino e sia in Svizzera, una soluzione collaudata, apprezzata e ampiamente diffusa.

Un settore maturo che vanta una variegata offerta di moduli abitativi prefabbricati e tecniche costruttive, eccellenti per qualità e rapidità di esecuzione.

Quello degli edifici in legno è uno scenario in rapida crescita e continua trasformazione, spesso direttamente connesso alla nuova sensibilità collettiva in materia di buon vivere e di costruzioni eco.

La questione ambientale è una componente prioritaria nel fenomeno e nell’attuazione dei piani costruttivi di case prefabbricate come alternativa alle opere in cemento.

E non solo. Le abitazioni prefabbricate in legno prevedono anche interessanti opportunità di risparmio energetico, arrivando a imporre notevoli risparmi sulle bollette energetiche, fino al 40% in meno.

In ogni caso una casa prefabbricata in legno è una soluzione eco interessante, un’abitazione ecosostenibile che si distingue nel panorama green per la notevole riduzione di emissioni di inquinanti nell’atmosfera, grazie alla realizzazione di un ciclo produttivo a basso impatto ecologico con l’implemento di materiali rinnovabili.

Ovviamente ci sono diverse prese di posizione nei confronti dei moduli abitativi prefabbricati realizzati in bioedilizia. C’è chi impronta la propria esperienza con un vero e proprio approccio radicale, escludendo ogni materiale derivato da sintesi petrolchimiche, e chi si pone in una posizione più moderata, valutando il migliore impiego possibile di diverse componenti costruttive con caratteristiche specifiche che le rendono più appetibili rispetto ai materiali più naturali, ma comunque meno affidabili in termini di resa meccanica e prestazionale.

Una costruzione abitativa realizzata in bioedilizia, ma con un basso livello di isolamento termo-acustico avrà bisogno di ingenti quantitativi di energia per il riscaldamento e il condizionamento, rinnega la sua stessa natura, bruciando fonti energetiche non rinnovabili e includendo dannose emissioni di grandi quantità di gas serra nell’atmosfera.

Il cappotto esterno è una vera e propria pelle dell’edificio, un elemento di protezione della struttura interna in legno, fondamentale al fine di garantire una lunga durata dell’edificio in legno.

L’impiego di fibre naturali assicura un’alta resa prestazionale e un bassissimo impatto ambientale.

Una menzione particolare merita la produzione del polistirene espanso, soprattutto se caricato di materiali riciclati e privo di alogenati. Il suo utilizzo andrebbe infatti ampiamente rivalutato se lo consideriamo in termini di prestazioni termiche ottimizzate. La produzione di polistirene espando, utilizzato nelle coperture isolanti, è discretamente inquinante rispetto a quella dei materiali isolanti ecologici, bisogna però ricordare che il rendimento energetico di un isolamento termico realizzato con polistirolo è nettamente superiore a quello di materiali realizzati con fibre naturali al 100% e il risparmio delle fonti energetiche per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti interni è sicuramente un fatto da non trascurare e da porre sul piatto del bilancio energetico.

Senza poi contare che il polistirene espanso può essere riciclato in forma pura, al contrario della grande maggioranza dei materiali utilizzati nell’edilizia.

Dopo l’assemblaggio, il polistirene espando non mette a rischio in nessun modo la salute umana, non prende fuoco facilmente e dura a lungo.

Insomma, la realizzazione di una casa ecosostenibile non dovrebbe essere avviata con un approccio ‘chiuso’ e ottuso, ma al contrario essere il frutto di una considerazione ampia dei pro e dei contro di ogni singolo materiale, al di là della sua specifica natura.

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